Italiano Accessibile


Accedi:

Registrati

Contattaci

Aiuto


Vai al menu

Sei in: Home > CMS accessibili

Intervista a... Nicola Bonora, responsabile del CMS WEB IT

aggiornato il 15/2/2006   Giovanni Salucci

Incontriamo Nicola Bonora di Mentine. Nell'intervista che segue conosciamo meglio il CMS WEB IT e la filosofia aziendale di Mentine nell'approccio dei progetti web

Da quale realtà aziendale scaturisce WEB IT?

Mentine e Hisoft sono società compartecipate che agiscono sinergicamente nell'ambito dello sviluppo di progetti web. Condividono competenze complementari con l'obiettivo di coprire l'intero ciclo di vita della presenza in rete delle organizzazioni (for-profit e non-profit): dalla pianificazione strategica, alle definizione delle strategie di comunicazione, alle dinamiche di marketing e di customer e citizen experience, ai processi di organizzazione interna conseguenti all'esposizione on line, fino alla produzione vera e propria, secondo canoni tecnologici qualitativamente allo stato dell'arte.


Da quando Hisoft e Mentine si occupano di accessibilità, e per quale motivo? Come è nato il progetto WEB IT?

Hisoft e Mentine si occupano di accessibilità dal 2000 (anno in cui proponemmo e realizzammo per uno dei nostri clienti istituzionali un restyling accessibile del proprio sito), dopo avere coltivato competenze sul web design in una ricerca ossessiva di mediazione tra l'adesione agli standard e le possibilità delle tecnologie di recepirli correttamente.
WebIt è nato lo stesso anno per supportare lo sviluppo di progetti on line in questa direzione e per rispondere alle esigenze di seconda generazione del web: organizzazioni complesse, con competenze distribuite, che pensano l'internet come mezzo reale e concreto per estendere la propria attività.

Cosa si intende per 'Sistema CMS accessibile'? WEB IT risponde a questi requisiti?

"Accessibilità" è un concetto poliedrico. Noi lo pensiamo innanzitutto da un punto di vista concettuale e progettuale come "grado di raggiungibilità di un dato informativo":

1. l'informazione esiste e va raggiunta, a vantaggio dell'utente finale ma anche - troppo spesso lo si dimentica - del committente, colui che investe in un progetto on line e che ha interesse alla visibilità delle informazioni pubblicate. Nello User centered design è user anche il committente.
2. Poi ci sono gli aspetti tecnici e progettuali dell'accessibilità così come trattata dalla WAI e dalle varie normative nazionali, tra cui la Stanca che ci coinvolge ovviamente in primissima persona.
3. In mezzo sta la credibilità di un sito, l'insieme di elementi oggettivi (i contenuti, i servizi) e percettivi (la forma, l'esperienza di navigazione, il marchio) senza cui il progetto on line (metafora di metafore, ambiente autoreferenziale) rischia concretamente di fallire.

Il sistema WebIt è pensato nell'ottica di rendere accessibile il contenuto grazie a processi di facilitazione trasversali ai tre temi sopra riportati: agevolare l'utente di backoffice e il suo ambito organizzativo, garantendo l'integrità del layout, che - quando possibile - è accessibile.

Riteniamo ci sia differenza tra il concetto di accessibilità definita dal WAI (nei vari livelli) e quella definita dalla recente normativa italiana. Qual è il vostro punto di vista a riguardo?

Dal punto di vista tecnico mi pare che le aree di sovrapposizione tra le WAI e legge Stanca siano molte e legittime. Farei però una considerazione sull'applicabilità della norma per come è ora: se è vero che è una legge sacrosanta e ampiamente condivisibile nel suo spirito, essa viene però innestata in un contesto "ambientale" immaturo, che corre il rischio di sacrificare alcune enormi potenzialità comunicative del web in virtù di una adesione isterica a regole tecniche.
Il problema si pone perché ci troviamo in una situazione strutturale di attività a budget limitati e in contesti in cui la cultura del media è ancora in divenire: si stanzia per il web una minima parte dei bilanci, con la conseguenza che qualche aspetto progettuale viene trattato meno di altri. Ovvio che se il budget (e il tempo) è speso in buona parte per aderire alle technicalities della norma (e qui si pone spesso l'impossibilità di valutare razionalmente la portata del problema da parte dei responsabili di progetto interni alle organizzazioni), altri aspetti altrettanto focali (piano editoriale, contenuti, analisi dell'utenza, gestione del feedback per citarne alcune) rischiano di essere sottovalutati. E in molti di questi casi, per stare dalla parte dei bottoni, si segue l'obbligo normativo indirizzando gli sforzi in modo miope all'adesione ad una checklist, piuttosto che alla valutazione di insieme degli obiettivi strategici a medio e lungo termine.


I siti "accessibili" si assomigliano tutti e spesso sono molto poveri nella comunicazione grafica. Quali le cause di questo livellamento? Quale è il vostro approccio nel rapporto tra accessibilità e grafica?

Cerchiamo di (e ricerchiamo: facciamo ricerca per) non sacrificare mai l'una all'altra; non abbiamo certamente raggiunto la sintesi perfetta tra "bello e buono", posto che ne esista una in un contesto tanto eclettico: lavoriamo per ottimizzare le attività in modo da non dare semplicemente un colpo al cerchio e uno alla botte, ma di soddisfare chi valuta l'uno e chi l'altro aspetto. Più che di grafica, poi, preferirei parlare di interazione, con i suoi aspetti di architettura, di linguaggio (altro punto focale) e ovviamente di layout. Il nostro sito (costantemente in divenire) www.mentine.net è in questo senso un laboratorio in cui cerchiamo di sposare un'idea, un'anima di comunicazione agli standard web.
Una nota, parlando di design grafico: prima di criticare un titolo in GIF con un bel font condensed, non dimentichiamoci dell'importanza del brand.

Quali problemi ha risolto (e quali non ha risolto) l'attuale versione di WEB IT? E' previsto il lancio di una nuova release?

WebIt è un oggetto in perpetuo sviluppo; la release rilasciata all'inizio del 2005 è stata concepita in adesione alla legge Stanca: il codice HTML prodotto è garantito nella sua integrità, per cui il valore della progettualità di un web designer è salvaguardato a monte, così come il rispetto degli standard. L'utente di backoffice (il redattore) non ha possibilità di produrre pagine "sporche", grazie ad una completa separazione tra layout e contenuti.

WEB IT è usato in siti internet che dichiarano rispettare i requisiti della Legge Stanca. Quanta parte di lavoro per garantire il rispetto dei requisisti è gestita davvero dal vostro CMS e quanta demandata all'operatore?

Credo di avere risposto in parte sopra. L'operatore ha la sola responsabilità ("sola" ovviamente tra virgolette) di curare il contenuto; al resto ci pensa il sistema. Al limite, quello che si può trasmettere (e poi richiedere) all'operatore è di rispettare le regole semantiche della stesura delle pagine, fattore non controllabile automaticamente.

Quali sono i requisiti sistemistici richiesti da WEB IT? Quali i costi per una installazione tipica?

WebIt è erogato in modalità ASP a canone annuo, oppure venduto a licenza d'uso a tempo illimitato.
Ognuna delle due modalità a sua volta ha tre tipi di configurazioni:



Nel caso dell'ASP non sussiste alcun requisito tecnico di cui il cliente debba farsi carico: l'infrastruttura è gestita direttamente da noi.

A proposito invece di installazione in-house, WebIt richiede:



I costi dipendono ovviamente dal tipo di erogazione che il cliente decide di scegliere.
Abbiamo scelto una politica di pricing che lasciasse lo spazio opportuno a tutto quanto è "progetto prima e dopo il CMS" (consulenza, strategia, comunicazione, layout...), rendendo i costi il più... accessibili possibile. Per intenderci, la versione Lite ASP ha un canone che si attesta nell'ordine di un migliaio di euro l'anno, a crescere ovviamente a seconda della versione e dei moduli che si desidera attivare.

Nella pubblica amministrazione sta prendendo sempre maggior spazio l'utilizzo di tecnologia Open Source. Credete che tale tendenza possa penalizzare il vostro sistema CMS che si basa su tecnologia Microsoft?

Abbiamo un approccio piuttosto laico alla tecnologia, indispensabile avendo una visione proiettata alla soluzione di problematiche e non alla pura vendita di componenti tecnologiche.
L'open source è una filosofia che condividiamo ampiamente; abbiamo sviluppato recentemente alcuni progetti basandoci proprio su tecnologie open source, e credo che sia una tendenza da favorire. E' necessario però sfatare il falso mito che ha creato l'equazione "Open Source = gratuito"; lo scaffale dei prodotti e progetti a codice aperto non è un bengodi prendi e fuggi, ogni prodotto applicato a realtà anche minimamente strutturate ha bisogno di essere personalizzato e mantenuto nel tempo.

La sensazione è che, a fronte di una iniziale euforia, la portata dell'impatto dell'open source sulla PA si sia ridimensionata, forse proprio per la presa d'atto della presenza importante di costi occulti (formazione interna, manutenzione, evoluzione nel tempo...) a causa dei quali la valutazione economica non risulta poi così spesso sbilanciata in positivo verso queste soluzioni. Come sempre, credo che l'equilibrio stia nel mezzo: non facciamo guerre di religione, ma valutiamo il problema e a seconda dell'opportunità adottiamo una strada oppure l'altra.

Fino ad ora comunque non abbiamo vissuto alcuna situazione in cui il fatto di sviluppare su piattaforma MS sia stato penalizzante rispetto a soluzioni open source.

Che requisiti e competenze devono avere gli operatori? Quali i tempi di apprendimento previsti?

Agli operatori è richiesta una dimestichezza di base con il computer e con gli strumenti tipici di produttività individuale. I tempi di apprendimento si attestano attorno alle 2-4 ore a seconda del tipo di profilo utente.

Su Internet è tutto un fiorire di prodotti commerciali 'accessibili': WEB IT teme questo tipo di concorrenza?

Sarei disonesto se dicessi di no... ma in parte lo dico. WebIt non è la killer application, ma riteniamo sia un tassello importante per fare in modo che la presenza on line non porti agli attori in scena alcun tipo di delusione; per noi, lo strumento è una (indispensabile) componente di un progetto complessivo, ma tendiamo a non scinderlo dalla progettualità che sta prima e dopo ogni iniziativa on line, e che riteniamo essere lo spartiacque tra un progetto puramente tecnologico e un reale progetto di comunicazione.

Chi usa attualmente WEB IT? Quale mercato potrà avere nell'immediato futuro?

Attualmente WebIt è utilizzato da Pubbliche Amministrazioni centrali e locali, da medie aziende private, da associazioni, da ordini professionali, dal mondo universitario, per i quali - in linea con quanto risposto sopra - abbiamo realizzato progetti articolati che prevedevano una componente di content management autonomo. Alcuni clienti utilizzano ancora la precedente release di WebIt, che produce codice non completamente conforme, ma che sarà sostituito con la nuova release nel primo semestre del 2006.


Come è organizzato il servizio di supporto per installazione, formazione, assistenza e manutenzione rivolto ai 'clienti' di WEB IT?

WebIt è erogato in due possibili modalità:



Nel primo caso, tutta la fase di setup è immediata, limitandosi all'attivazione del sito una volta progettato. Nel secondo caso di solito nell'arco di una giornata si installa il prodotto sulle macchine del cliente, lo si configura, lo si testa e lo si mette in produzione.
Successivamente all'attivazione il cliente ha accesso ad un sistema automatizzato di trouble ticketing tramite cui può inoltrare richieste di assistenza o manutenzione e seguirne il tracking; ogni cliente ha anche accesso all'help desk telefonico, che può utilizzare in orari di ufficio in alternativa al sistema telematico.
La formazione all'uso di WebIt è inclusa in ogni progetto; noi tendiamo però sempre ad aggiungere qualcosa di più che non il semplice addestramento tecnico, cercando di trasferire alle persone una certa idea di cultura della comunicazione on line.

Link utili per approfondire:
www.mentine.net
www.hisoft.it





inserisci un tuo commento | | indietro






copyright | credits | privacy | accessibilità | valid xhtml 1.1 | valid css | rss