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Lady Usability: please italiani non chiamatemi fruibilità

aggiornato il 19/11/2005   Rossana Galli

Ecco in esclusiva l'intervista con la protagonista in carne ossa e test, reduce dalla giornata mondiale a lei interamente dedicata

Lady Usability, di chiara origine anglosassone, ci racconta come si stia lentamente affermando nel nostro Paese e cosa sta cambiando dopo l'avvento della Legge Stanca.

Good Morning Lady, ci racconta qualcosa sulla giornata mondiale a lei dedicata e che in Italia si è svolta a Roma lo scorso 3 novembre?
Volentieri. Prima di tutto mi permetta un ringraziamento a Michele Visciola e alla sezione italiana dell'UPA perché sono riusciti a mettere su un programma veramente interessante. Qui da voi non sono ancora così famosa come nel mondo web anglosassone, ma come si dice in questi casi: finalmente si comincia a parlare anche di me! Non solo, ma ho scoperto che le aziende italiane hanno finalmente iniziato a investire nella progettazione centrata sull'utente che è la cosa che mi si addice di più. Insomma sono moderatamente ottimista.

Ritiene che in Italia il settore pubblico sia in ritardo sulla qualità usabile dei suoi siti rispetto al privato?
No tutt'altro! E' solo che la PA ha compiti molto complessi e servizi on line che cominciano solo ora a farsi avanti con l'e-gov. Per questo penso di essere arrivata al momento giusto nel vostro Paese. Poi nel pubblico ci sono delle punte di diamante, gente che già fa progettazione usabile e test con utenti durante tutto il processo. Non sono molte le aziende private che in Italia fanno altrettanto.
In più consideri che nel pubblico manca la spinta del profitto...

A proposito di test con gli utenti, perché ancora stentano ad affermarsi come metodologia di valutazione?
Perché voi altri italiani vi fate spaventare dai nomi. Per fare un test è sufficiente avere un utente, un intervistatore, un PC, un sito e del buon senso!
E' vero si possono anche fare in modo più professionale nei test center con tanto di web cam e specchio segreto per gli osservatori, ma l'importante è cominciare. A migliorare c'è sempre tempo.
Comunque è sbagliato fossilizzarsi solo sui test. Sono importanti ma non dimentichiamo che il mio personale obbiettivo è quello di semplificare la vita della gente, quindi se i test proprio non sono possibili, cerchiamo almeno di praticare altre strade come quella di ipotizzare profili di utenti possibili e i loro scenari di uso.
Comunque ora avete anche i requisiti tecnici della legge Stanca con cui volente o nolente dovrete fare i conti!

E visto che l'ha nominata Lei, la domanda nasce spontanea: cosa pensa della legge Stanca?
Di tutto quello che riguarda my cousins Accessibility ne penso un gran bene: era ora che qualcuno trascrivesse in legge l'accesso universale al web.
Io invece mi sento un po' delusa, perché se mi metti dei vincoli significa che mi riconosci, ma se mi riconosci devi chiamarmi col mio nome!
Invece il legislatore italiano è riuscito a mettermi dei paletti metodologici anche piuttosto rigidi ma senza nominarmi, anzi chiamandomi Fruibilità. Mi chiedo come tutto questo non genererà ambiguità e confusione.
Mi rimane poi comunque il dubbio se sia opportuno normare la qualità: un po' come se si volesse stabilire per legge la bontà di un piatto di pasta...
A me piace in un modo a lei sicuramente in un altro!

Lady, grazie mille per la sua disponibilità, ci rivediamo tra un anno, alla prossima giornata mondiale?
Of course! Ma nel frattempo non dimenticatevi di me... italiani vi tengo d'occhio...



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