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Alzi la mano chi ha paura dei link!

aggiornato il 7/6/2005   Linda Grilli

Non c'è Rete senza ipertesto. E non c'è ipertesto senza link. Eppure, tra le potenzialità del Web, l'ipertestualità è sicuramente la meno sfruttata. Basta dare un'occhiata ai siti Internet, soprattutto quelli di informazione...

Non c'è Rete senza ipertesto. E non c'è ipertesto senza link. Eppure, tra le potenzialità del Web, l'ipertestualità è sicuramente la meno sfruttata. Basta dare un'occhiata ai siti Internet, soprattutto quelli di informazione, per rendersi conto della pressoché totale assenza di ipertestualità di molte pagine html. Prendiamo ad esempio le principali testate giornalistiche online: tranne qualche rarissima eccezione, gli articoli sono pubblicati tali e quali appaiono sulla carta stampata. Niente link che rimandino ad articoli precedentemente pubblicati sullo stesso argomento - i cosiddetti link interni - utilissimi nel caso in cui il lettore volesse ricostruire la vicenda narrata. Né tantomeno l'ombra di un link esterno di approfondimento, quasi si temesse di veder fuggire dal sito i propri visitatori. Eppure sono proprio queste magiche paroline sottolineate - che cambiano d'aspetto al passaggio del mouse, aprendoci la via a nuove esplorazioni - ad aver mutato profondamente la dimensione della parola scritta. Senza collegamenti, anche il più interessante degli articoli finisce per diventare monotono, prevedibile e ripetitivo. E la sua lettura un'esperienza faticosa...

Mettiamoci per un momento dalla parte dei nostri lettori: per quale motivo il Sig. Rossi o la Sig.ra Bianchi dovrebbero preferire la lettura di un articolo online piuttosto che sulla carta stampata, se tra le due opzioni non c'è alcuna differenza? Anzi, visto che leggere una pagina html è assai più faticoso che sfogliare la pagina di un quotidiano, perché il Sig. Rossi o la Sig.ra Bianchi dovrebbero dannarsi tanto l'anima? E poi, se qualcuno ha già esposto il concetto che vorrei esprimere io - in modo migliore, più chiaro e comprensibile - perché ripetere ed appesantire un testo quando basterebbe inserire un semplice link? La regola numero uno di Internet non è la leggerezza? Credete davvero che basti evitare loro la fatica di arrivare sino all'edicola per acquistare il giornale? Forse si, ma in ogni caso finirebbero per limitarsi a stampare qualche pagina per poi rileggerla con calma. E la visita al nostro sito terminerebbe lì.

Immaginiamo ora il Sig. Rossi o la Sig.ra Bianchi che entrano nel nostro sito per leggere un interessante articolo. Magari già ci siamo occupati di quello specifico argomento e allora ecco una serie di link posizionati, ad esempio, sulla spalla destra della nostra pagina che rimandano ai titoli già pubblicati, perfettamente ordinati in base alla cronologia degli eventi o alla firma dell'autore. E all'interno (o alla fine) del nostro articolo, altri link di approfondimento che puntano a siti esterni, giusto per non dilungarci troppo su concetti già discussi da altri e concentrarci invece su quanto di innovativo abbiamo da dire. Il tutto sapientemente dosato ed ordinato secondo un percorso logico ben definito, tale da non compromettere la fluidità della lettura e il percorso di navigazione. Avremo così dato vita ad una pagina web in grado di offrire interessanti spunti di navigazione, un'ottima base di partenza per i lettori che desiderano saperne di più su un dato argomento. E statene certi, il Sig. Rossi o la Sig.ra Bianchi si ricorderanno del servizio loro reso e torneranno a visitare quella pagina e le altre pagine del nostro sito.

Alzi la mano, dunque, chi ha paura dei link! Perché si tratta di una paura infondata, che finisce per sacrificare ciò che di buono e di veramente innovativo rappresenta la Rete: l'ipertesto. Naturalmente è di vitale importanza che il lettore non si smarrisca nel mare magnum delle informazioni contenute nel nostro sito e che l'ipertesto non si trasformi in un labirinto senza via d'uscita. Anche in questo caso è sempre utile porsi qualche domanda rispetto al testo che si sta scrivendo e al target di riferimento: i link che ho inserito sono sufficienti? Ne ho inseriti troppi e la lettura si è fatta frammentaria? Sono collocati in modo strategico? Il mio lettore sa dove si trova in questo momento e dove lo sta portando il collegamento che ho inserito? Troverà ciò che si aspetta o resterà deluso? Chi fa della scrittura online il suo mestiere, deve necessariamente comprendere l'importanza dell'ipertesto e dell'uso sapiente dei link.

Leggendo e rileggendo le norme ed i regolamenti sull'accessibilità dei siti Web, mi sono molto meravigliata di trovare poche e scarne indicazioni circa il corretto uso dei link. In effetti, la sola raccomandazione a riguardo è che sia identificato con chiarezza l'obiettivo di ogni collegamento. In particolare - si legge nelle Linee Guida messe a punto dal W3C - "un collegamento testuale dovrebbe essere abbastanza significativo da mantenere un senso se letto fuori contesto, sia da solo che come parte di una sequenza di collegamenti. Un collegamento testuale dovrebbe anche essere sintetico. " In realtà sono assolutamente convinta che la scelta di un link, la sua titolazione e collocazione in dato contesto siano uno dei più difficili compiti di chi si occupa di progettare contenuti online e pagine web. Imparare la difficile arte di linkare è un dovere necessario ma faticoso: sia che ci si rivolga ad utenti abili o diversamente abili...

A questo proposito, ecco qualche suggerimento - pratico e filosofico - per approfondire l'argomento:
- Sette regole dal giardinaggio di Gabriella Alù: per cimentarsi con gli ipertesti, ecco le regole di Mark Bernstein mutuate dal giardinaggio.
- La difficile arte di linkare di Luisa Carrada: tanti utili consigli che potranno esservi utili nella costruzione dei vostri ipertesti
- Hypertext Links: Whither Thou Goest, and Why (lo so è in inglese... coraggio!!!) di Claire Harrison: interessante tentativo di effettuare una classificazione delle varie tipologie di link.
- Inserite in Google il nome "George P. Landow" e provate a scoprire cosa intende uno dei massimi esperti dell'ipertestualità, per "retorica della partenza e dell'arrivo."

Buona lettura e buon divertimento...



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31 marzo 2006   Antonio Artiaco
Non per polemizzare, ma i link in calce che hanno lo scopo di approfondire l'argomento su siti esterni, conducono tutti e tre dinuovo a questa pagina!! A cura della redazioneProvi ad abilitare i javascript.






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